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Se siete dotati di molta pazienza e non vi spaventa affrontare un
impegno che richiede parecchio tempo per la sua realizzazione, potete farvi da soli il
vostro tappeto. È un lavoro, comunque, che si può lasciare e riprendere senza
compromettere il risultato finale.

| Il
canovaccio |
Il
telaio |
Gli
attrezzi |
| Il
tappeto piatto |
Il
punto a croce |
Il
mezzo punto |
| Il
mezzo punto tramato |
Il
punto gobelin |
Il
punto ungherese |
| Il
piccolo punto |
Il
tappeto annodato |
Preparazione
dei fili di lana |
| Come
si procede |
Punto
annodato all'uncinetto |
Come
fare il nodo persiano |
| Come
fare il nodo turco |
Le
finiture |
Consigli
utili |

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Cosa serve per realizzare con le proprie mani un tappeto, piatto o
annodato?
La prima cosa da fare è quella di scegliere un canovaccio (cioè il supporto del tappeto,
sia tessuto che annodato). Si tratta di una tela speciale a trama
molto rada e ne esistono di due tipi: tessuto a fili semplici (il più antico) e tessuto a
fili riuniti a due a due. Per ogni tipo vi sono poi differenti grossezze in modo da poter
scegliere quello che più si adatta al lavoro che si intende eseguire. Si può utilizzare
il canovaccio grezzo copiando il disegno prescelto, oppure scegliere un canovaccio col
disegno già stampato a colori, che potrete ricoprire con il punto scelto.
Il canovaccio di Smirne, tessuto a fili doppi raggruppati a due a due, è il più
grosso degli attuali supporti e viene impiegato con la lana di Smime (o lana da tappeto).
Il canovaccio Sudan è dello stesso tipo, ma leggermente più fine e con esso si
utilizza la lana Sudan.
Il canovaccio Penelope è tessuto a fili doppi, più serrati parallelamente alla cimosa.
Con esso si impiega la lana Colbert, doppia o semplice a seconda del punto impiegato.
Il canovaccio Unifil, o canovaccio-tela, è un intreccio fine di fili semplici e si
usa con la lana Colbert.
Si adatta la grandezza del canovaccio alla grandezza della lana (o viceversa). Non si
sceglie il canovaccio prima di avere deciso lo stile del tappeto da realizzare e il punto
che gli conviene. Ricordarsi che i piccoli punti regolari sono difficili da realizzare,
mentre i punti grossi non si prestano ai disegni fini.
I canovacci di Smirne e Sudan vanno bene per i modelli molto antichi o molto
moderni; in particolare si adattano al punto croce, al punto Gobelin e al punto annodato.
I canovacci Penelope, a secondo della grandezza, si adattano a tutti i punti della
tappezzeria.

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Per un lavoro di grandi dimensioni è consigliabile usare un telaio che
mantenga la vostra opera sempre ben tesa.
In commercio ne esistono di vari tipi, sia da tavolo che da terra. Uno dei modelli più
semplici è in legno, allungabile e regolabile mediante galletti, serve per lavorare
canovacci che abbiano una dimensione massima di 45 x 60 centimetri.
Se siete abili con martello e chiodi potete preparare voi stessi il telaio nella misura
che vi serve. Comprate da un falegname quattro listarelle di legno, di dieci
centimetri più lunghe dei lati del lavoro che intendete eseguire, e inchiodatele in
quadrato in modo che lo spazio sia leggermente più grande del canovaccio, affinchè
questi risulti ben teso. Cucite una fettuccia sui lati del lavoro e inchiodatela
saldamente sulle listarelle.

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Gli aghi, diversi da quelli per il cucito, hanno la punta
arrotondata e la cruna più lunga e larga del normale. Le forbici devono essere
corte, a punte arrotondate per non rischiare di rovinare i punti eseguiti. Per disfare i
punti sbagliati potete usare un punteruolo. I filati (lana e cotone lanato) vengono
venduti in matassine.

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Anche nel caso di un tappeto piatto il lavoro si inizia
tradizionalmente con un nodo all'inizio della gugliata di lana. Infilate l'ago ad
una breve distanza dal primo punto da cucire e fatelo riuscire nella posizione voluta.
Lavorate coprendo sistematicamente la lana tesa sul rovescio con 6 o 7 primi punti.
Tagliate quindi il nodo, tirate leggermente e tagliate la lana a raso del canovaccio: in
tal modo l'inizio è scomparso ed è fermato sul rovescio.
Il metodo inverso si utilizza quando arrivate alla fine della gugliata: fate uscire
l'inizio del filo di lana un po' più lontano e nascondetelo sotto 6 o 7 punti, sul
rovescio. Attenzione comunque a non fare degli spessori e a non lasciare dei capi di lana
sul rovescio.
Per prima cosa si ricamano tutti i motivi, quindi si esegue il fondo. La
tensione del filo deve essere sempre uguale per ogni punto eseguito per avere un risultato
perfetto.
Vediamo ora la tecnica di esecuzione dei punti da tappezzeria fra i più usati e
più facili.

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Questo punto forma una croce col secondo braccio inclinato verso la
destra. Si esegue da sinistra verso destra facendo punti obliqui in linea orizzontale e
tornando indietro sugli stessi punti in modo da formare delle piccole croci.
Questo punto, dall'esecuzione lunga e laboriosa, è a doppia faccia: le croci si
formano infatti sia sul dritto che sul rovescio del tappeto, donandogli una grande tenuta
e solidità. È particolarmente indicato per i disegni geometrici.

In pratica è la prima parte del punto a croce: si fanno dei punti
obliqui da sinistra a destra e si torna indietro per la riga successiva. Facile da
eseguire, si usa per piccoli motivi e con un canovaccio sottile.

Uguale al mezzo punto, differisce da questi perchè i punti obliqui
vanno fatti passando sopra un filo orizzontale che si trova già passato sul canovaccio. Rapido
e coprente, questo punto può essere impiegato su un canovaccio di grosso spessore.

Anche questo è un punto a doppia faccia, molto solido, assai adatto
per i tappeti. I punti sono sempre verticali, serrati gli uni agli altri. Si esegue
da sinistra a destra e dall'alto al basso prendendo due o più fili in altezza e uscendo
sulla riga del punto precedente, un filo più in là. Sono possibili diverse varianti
cambiando la lunghezza del punto o altemando tra loro righe di punti con diversa
lunghezza.

È formato da una serie di punti della stessa lunghezza, o di lunghezze
diverse, scalati secondo un ritmo regolare. Lo si può eseguire sia con lavorazione
orizzontale che verticale. Di rapida esecuzione, richiede però una certa attenzione.

Sembra uguale al mezzo punto, ma la lavorazione è diversa. Si
inizia dall'alto, da destra o da sinistra, e si scende con piccoli punti
obliqui seguendo la diagonale del canovaccio. L'ago si infila verticalmente ed esce nel
filo seguente della riga di sotto. Per risalire si infila l'ago orizzontalmente da destra
verso sinistra.

Per prima cosa si deve posare il canovaccio disegnato su una
tavola. La parte di questo che volete coprire di nodi di lana deve essere trattenuta sulla
tavola da un peso qualunque di modo che la parte restante, che avrete arrotolato e fissato
con due punti, si troverà sulle vostre ginocchia.

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La lana di Smirne (lana da tappeti) si vende in gomitoli già
preparati: i fili hanno normalmente una lunghezza di 6 cm. Comunque potete prepararvi da
soli la lana servendovi di un regolo di legno, la cui scanalatura guiderà le cesoie per
tagliare la lana precedentemente arrotolata. Se non disponete di un regolo, prendete un cartone
piuttosto rigido, di una larghezza pari alla metà di quella dei fili di lana, piegatelo
in due e avvolgetevi attorno la lana in modo che lo spessore sia di un solo filo. Quando
il cartone è
completamente ricoperto, infilate le cesoie tra i suoi due lati in modo da tagliare
la lana in lunghezze uguali.
Ricordatevi di non preparare troppa lana in anticipo per non correre il rischio di
mischiare i fili quando vi serviranno.

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Si lavora per linee orizzontali, e quando si è ricoperta una certa
altezza del motivo dello stesso colore, si passa al motivo o al fondo esattamente
vicino.
Quando tutta la larghezza del tappeto è stata ricoperta, lo si
sposta, svolgendo contemporaneamente la base, per passare alla fila orizzontale seguente.

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Il più comune punto annodato si fa servendosi di un uncinetto speciale: la sua animella
mobile riterrà la lana durante l'operazione e il suo gambo leggermente ritorto renderà
più facile il passaggio fra i fili del canovaccio.
Le operazioni da eseguire sono le seguenti:
- si introduce l'uncinetto nel canovaccio.
- lo si fa uscire sopra due fili orizzontali del canovaccio.
- si uncina il filo di lana e si tira l'uncinetto in modo da
formare un anello.
- si rialza leggermente l'uncinetto per afferrare i due capi del
filo di lana, tirarli e farli passare attraverso l'anello.
Ecco, il nodo è fatto! Basta tirare i due capi della lana per serrarli
prima di passare al nodo successivo.
Si consiglia di prevedere circa 3 chili e mezzo di lana per ogni metro quadrato.

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Si fa il nodo sempre seguendo due fili orizzontali del canovaccio.
- Passare l'uncinetto sotto il filo superiore e afferrare una
estremità del filo di lana per farlo uscire fra i due fili del canovaccio.
- Passare l'uncinetto sotto il filo inferiore del canovaccio e
afferrare l'altra estremità del filo di lana per farlo passare sotto il filo
inferiore.
- Tirare questi due capi di lana stretti fra il pollice e l'indice
della mano sinistra per chiudere il nodo nel canovaccio.
Utilizzando questo nodo si deve prevedere l'impiego di circa 2 chili e
300 grammi di lana al metro quadrato.

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Esiste in commercio un piccolo attrezzo, reperibile presso i negozi che vendono materiale
per ricamo e tappezzeria, che consente di annodare i fili di lana con il nodo turco (o Ghiordes).
La porzione di canovaccio da ricoprire deve essere ben tesa sopra di un piano.
- Si pone il filo di lana sulla punta dell'attrezzo che impugnerete
come un pugnale.
- Lo si infila fra due fili orizzontali del canovaccio.
- Quando lo si ritira, i due piccoli uncini mobili fanno il loro
dovere: le due estremità del filo di lana sono riuscite fra i due fili del
canovaccio, dopo che ognuna di esse ha avvolto un filo.

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Avete lasciato 4 o 5 centimetri del canovaccio completamente liberi
tutto attomo al vostro tappeto.
Piegate il bordo, esattamente fra due fili raggruppati, in modo da far coincidere i buchi
l'uno sull'altro.
Sopra questo bordo piegato bisogna fare un orlo per rendere solido il tappeto o
tessendo un punto di bordone, ben serrato, o ricamando un punto intrecciato sul bordo del
canovaccio ripiegato.
Se volete, potete foderare il retro del tappeto con tela di cotone lucido, badando che sia
di almeno 1 centimetro inferiore alla misura del tappeto, in modo che non sporga dal
bordo. Il peso di un tappeto annodato è comunque sufficiente, in genere, a tenerlo ben
fermo sul pavimento.

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Lavorate sempre con una buona luce in modo da non affaticare
eccessivamente la vista: la posizione migliore è quella con il dorso leggermente voltato
verso la sorgente luminosa in modo da lasciarla alla vostra sinistra, così che non faccia
ombra sul lavoro. Prima di iniziare l'opera annotate accuratamente tutti i colori
della lana che vi servirà, raggruppata per soggetti. Una volta terminato il tappeto,
ricordatevi di verificare se tutti i punti sono stati ben fermati prima di tagliare a raso
qualche filo pendente, dimenticato sul retro del tappeto. Guardate bene la vostra opera in
controluce e, se vedete passare la luce, vuol dire che... avete saltato qualche punto.
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