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Il simbolismo nell'arte islamica è soggettivo e implicito: le prime
parole del Corano sono Non vi è altra divinità che Dio. Di conseguenza per
l'Islam tutto viene da Dio e tutto lo rappresenta. Con la diffusione della fede islamica
vennero proibite molte immagini che erano utilizzate nell'arte e nell'artigianato antico,
quando le credenze dei pastori nomadi delle steppe orientali erano di tipo animistico e
sciamanistico.
Tuttavia, se il Corano condanna l'idolatria, non impedisce la figurazione, anche se il
confine tra immagini proibite e immagini accettabili è assai labile. L'arte isiamica
autorizza infatti la rappresentazione di certe forme figurative, umane o animali, ma le
considera irrispettose. L'artigiano dunque rispetta in genere i tabù religiosi, anche se
la rappresentazione nel tappeto di oggetti identificabili viene considerata una sorta di
peccato veniale.
Sia i tappeti annodati che i Kilim hanno mantenuto simboli e motivi comuni,
nonostante le differenti tecniche di tessitura. Questi simboli dell'arte islamica e
asiatica esercitano un notevole fascino in Occidente e il loro significato è stato
attentamente studiato con interpretazioni sovente contrastanti e per nulla certe.
Spesso, una forma che originariamente rappresentava un oggetto animato si è evoluta per
diventare successivamente un semplice motivo decorativo decisamente stilizzato. Col tempo,
infatti, le interpretazioni originali di uno stesso motivo decorativo sono cambiate o si
sono completamente dimenticate. Dobbiamo ricordare, inoltre, che motivi simili hanno
spesso nomi diversi a seconda delle regioni nelle quali vengono utilizzati.
D'altra parte è tipico dell'Occidente vedere in ogni disegno geometrico la
stilizzazione o l'alterazione di una forma che in origine era curvilinea e figurativa. La
maggior parte dei motivi, al contrario, è solamente costituita da forme geometriche alle
quali è stato dato un nome descrittivo soltanto per identificarle.
Un motivo che ha offerto l'estro a diverse interpretazioni è, per esempio, quello del boté:
certuni lo considerano una rappresentazione dei templi del fuoco zoroastriani, altri una
degenerazione di un disegno arboreo, altri ancora sostengono che simbolizzi una goccia
d'acqua.
Uno dei motivi più conosciuti è forse l'albero della vita (assai importante nella
cultura zoroastriana), che può essere raffigurato in varie forme, anche se la più
frequente è quella del cipresso. Questo motivo ha diverse interpretazioni e significati
come, ad esempio, la presenza di acqua nel deserto o l'albero genealogico in cui il tronco
rappresenta il padre e i rami i figli.
Assai utilizzato in diverse regioni è il disegno del melograno che rappresenta, con i
suoi numerosissimi semi, l'idea della fertilità.
Decorazione tipica della cultura artistica islamica è l'arabesco:
una forma astratta, ma decisamente floreale (anche se non si riferisce ad alcuna specie
botanica), che ha oltretutto il pregio di poter essere ripetuta praticamente all'infinito.
Nel campo del
tappeto i motivi vegetali generalmente utilizzati sono numerosi: il tulipano, largamente
impiegato dagli artigiani turchi; il loto, fiore sacro a Budda; il crisantemo, simbolo di
felicità e di fecondità; la rosa, simbolo dell'immortalità; il girasole e vari alberi
stilizzati, come il cipresso, simbolo zoroastriano della potenza di Dio; le foglie, rare
nei tappeti dei nomadi, sono invece frequenti sui tappetti iraniani, ove prendono delle
forme diverse e stilizzate.
Largamente impiegati sono anche i motivi animali: il cammello (portatore di felicità e
benessere), la colomba (messaggera d'amore e di pace), il cane in fuga gli indesiderati;
il dragone (espressione della potenza dei sovrani), l'aquila, il pavone, il serpente, il
cavallo, lo scorpione e molte varietà di uccelli.
I gul
delle tribù turcomanne sono certamente simbolici, anche se del loro significato
originario si è ormai persa ogni traccia.
Importantissima è la simbologia nei tappeti cinesi ove spesso si basa su suoni uguali, ma
di grafia diversa. Il drago, animale fantastico, è composto da elementi presi da dodici
animali diversi ed ha una serie di connotazioni positive: rappresenta lo yang
(principio maschile, solare, diurno) e, se ha 5 artigli, rappresenta l'imperatore. La sua
controparte è la fenice, simbolo dello yin (principio femminile, lunare, notturno)
e dell'imperatrice.
Simbolo assai usato dai cinesi è anche la svastica (croce uncinata con le braccia uguali,
simbolo religioso originario dell'India le cui interpretazioni divergono: simbolo solare,
segno di buon augurio per la salute o la fecondità), che un pò in tutta l'Asia centrale
viene collegata all'acqua, con una consolazione benefica per le popolazioni contadine.
Anche per i bordi vengono utilizzati diversi motivi. Frequente è l'uso della greca:
semplice, a forma di T o di svastica. Largamente impiegati sono anche gli zigzag,
simboli dell'acqua corrente, e le lettere: la S, le T (frequeti in Cina e
nel Caucaso) e le Z, simbolo della luce e della divinità. Talvolta i bordi recano
delle iscrizioni, versetti del Corano, precetti, o la provenienza e la data di
fabbricazione (espressa secondo il calendario musulmano).
Il tessitore contemporaneo lavora sempre più spesso servendosi di cartoni o di
fotografie di vecchi tappeti che riproduce per un entusiasta mercato occidentale. Sovente,
però, i motivi originali, la cui simbologia talvolta l'artigiano ignora completamente,
sono modificati secondo le richieste della moda che gli vengono trasmesse dai mercanti
committenti o, più semplicemente, per rispondere alle esigenze di una tecnica di
tessitura prestabilita.
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