|
| |
 |
Come per ogni oggetto d'arte, anche nel caso del tappeto esiste una
sorta di gerarchia. Sopra tutti vi sono dei pezzi talmente rari ed eccezionali che sono
riservati ai musei o a pochissimi amatori molto fortunati (e di notevoli possibilità
economiche).
Un tappeto viene definito d'epoca - secondo la legislazione doganaria - quando è
stato realizzato da almeno cento anni, quando cioè non si erano fatte ancora sentire le
influenze dell'esportazione; antico quando è stato tessuto nel corso del secolo ed
ha almeno trenta anni di età (periodo in cui la composizione mostra la fusione di
differenti tradizioni tribali e regionali); moderno quando ha meno di 30 anni.
I tappeti moderni sono prodotti generalmente in un'ottica strettamente commerciale e sono
più accessibili alla generalità dei compratori.
Chi ama i tappeti e desidera realizzare nel tempo una simpatica raccolta, può soddisfare
il suo hobby anche senza spendere una fortuna. Infatti un tappeto può diventare un pezzo
da collezione anche se non è veramente antico: l'importante è che si tratti di un pezzo
raro, non comune e soprattutto ottimamente tessuto.
Va ricordato che alcuni tappeti antichi recano la data della loro realizzazione su un
lato: ovviamente tale data è espressa secondo il calendario musulmano e in caratteri
orientali.
Dobbiamo però tenere presente che la data intessuta su di un tappeto non ne stabilisce
sempre l'età in quanto, trattandosi di pochi punti annodati, a volte si prestano ad
essere cambiati. La data va quindi considerata dopo aver analizzato e datato il tappeto
nella sua complessità.
In termini d'investimento finanziario l'acquisto più sicuro è certamente quello
di un tappeto d'epoca, anche se i prezzi in questo caso non sono alla portata di tutte le
tasche. Sia nei luoghi d'origine che in Occidente, infatti, i tappeti d'epoca sono i pezzi
che costano di più. D'altra parte va detto che in Oriente di manufatti antichi oggi ne
esistono pochissimi, e quelle vere rarità sono tenute ben strette dai loro possessori.
Non riponete troppa fiducia nell'illusione di fare grossi affari acquistando direttamente
dalla produzione perchè, paradossalmente, spesso si trova una maggiore scelta in Europa e
in America del Nord, sia dal punto di vista dei prezzi sia della varietà, che nei paesi
di fabbricazione.
D'altra parte dobbiamo ricordarci sempre che la convenienza economica dell'acquisto è
associata alla qualità: chi non è preparato, in grado cioè di valutare la qualità del
manufatto che intende acquistare, rischia di pagare un prezzo secondo lui giusto per un
articolo sbagliato.
Se i tappeti antichi sono riservati a pochi fortunati, si possono trovare ancora sul
mercato parecchi pezzi vecchi (cioè che sono stati realizzati 40-50 anni fa) che
hanno prezzi più accessibili (dai 2 ai 5 milioni di lire). Questi tappeti non
rappresentano ancora un vero investimento finanziario, anche se col tempo la loro
crescente rarità si riverserà inevitabilmente sul loro valore.
I tappeti moderni invece, in particolare quelli che riproducono le più belle tessiture
d'epoca (anche se reinterpretate secondo il gusto e la cultura del moderno tessitore), che
sono realizzati con le lane migliori e che sono tinti nel modo tradizionale (cioè con
coloranti naturali) diventeranno certamente l'investimento dell'avvenire.
Nel campo del
tappeto moderno, la Persia rappresenta attualmente il paese che vanta la maggiore
produzione, seguito a ruota dalla Turchia; anche la Cina, nella quale si realizzano molte
imitazioni di tappeti persiani, il Pakistan e l'India vanno annoverati fra i produttori
più importanti.

| Il
valore di un tappeto |
Il
mercato del tappeto |
L'acquisto
del tappeto |
| Come
si trucca un tappeto |
Come
si riconoscono i materiali |
La
vendita del tappeto |

 |
 |
L'acquisto di un tappeto può costituire un ottimo investimento.
Perchè ciò si verifichi occorre che l'acquisto avvenga a buone condizioni e che siano
state seguite alcune indicazioni che vi consentiranno di evitare delle disillusioni. La
prima cosa da tenere presente è che il tappeto sia autentico.
Bisogna distinguere tra un tappeto annodato a mano e un tappeto di tipo orientale, senza
pretesa di valore artistico, di prezzo assai minore (anche se alcuni di questi, in genere
fabbricati in Belgio, sono delle interessanti riproduzioni). Queste imitazioni si
possono facilmente riconoscere per quella sensazione di rigidità causata dall'impiego di
fibre sintetiche e non naturali: il tappeto fatto a mano offre una sensazione di
malleabilità e sofficità quando se ne ripiega un angolo. Occorre ricercare dei segni
caratteristici esaminando il retro del tappeto: è l'assenza dei nodi a costituire la vera
differenza. Nel tappeto realizzato meccanicamente, dove manca l'annodatura, i fili del
pelo, invece di essere disposti in fila nel senso della larghezza, lo sono nel senso della
lunghezza. In un tappeto autentico, esaminandone il retro, ci si accorge che i fili di
lana avvolgono i due fili della catena che servono loro da supporto.
L'identificazione precisa della regione di provenienza di un tappeto richiede vaste
conoscenze che evidentemente non sono alla portata di tutti, ma una certa approssimazione
può essere raggiunta attraverso l'esame della tecnica di fabbricazione (varietà dei
nodi) e la natura dei materiali usati per la tessitura (ordito e trama).
Per la seconda ricordiamo che generalmente si utilizza la tessitura:
 | in cotone in Iran (tranne che i Chiraz, certi Belucistan e
Luristan, che impiegano la lana), in Pakistan, in Cina e in India;
 | in lana in Afghanistan, nel Caucaso, in Asia
Centrale e Turchia (tranne che i Ghiordes,
Sivas e Cesarea);
 | in seta per certi pezzi di gran prestigio realizzati nei più
importanti centri dell'Iran, della Turchia, della Cina e dell'India. |
| |
A determinare il valore di un tappeto concorrono diversi elementi.
Vediamone i principali. LA DIMENSIONE. È ovviamente un elemento basilare. I prezzi
più convenienti vengono applicati ai tappeti di piccolo formato, naturalmente se si
considerano solo le produzioni attuali e non certi piccoli tappeti da collezione, ora
rarissimi e costosissimi, talvolta chiamati impropriamente tappeti da preghiera, anche se
non vi è la presenza di motivi religiosi. Le dimensioni medie di un tappeto del formato dozar
sono 2,20 x 1,30 metri; del formato kelley
3 x 1,50 metri; del formato Kénaré 3,10 x 0,75 metri; per il formato Namasé (tappeto da
preghiera) 1,40 x 0,80 metri.
IL MATERIALE. Il tappeto in seta è certamente il più
costoso. Tutti i tappeti in seta Ghoum, Héréké, Isfahan, Kachan, Hériz e Tabriz sono
in rialzo perchè assai ricercati. La lana e il cotone rappresentano invece i materiali
correntemente impiegati.
L'ETÀ E LO STATO DI CONSERVAZIONE. I più cari sono i
tappeti antichi, in particolare quelli che hanno resistito meglio alle ingiurie del tempo
e dell'uso. Lo stato di conservazione nel tappeto non moderno incide sostanzialmente sulla
valutazione e quindi sul prezzo.
LA PROVENIENZA. Certi centri di produzione sono più
ricercati di altri per l'ottima qualità dei loro prodotti.
LA RARITÀ DEI MOTIVI. Oggi i modelli con motivi geometrici,
specialmente quelli caucasici, sono molto apprezzati, in quanto espressione autentica ed
artistica di una cultura non scritta che trovava sfogo in simboli e colori. I manufatti
persiani di manifattura cittadina, essendo copiati da precisi cartoni preparatori, sono
meno artistici e contraddistinti da un decoro più folto e di maniera.
LA DENSITÀ DEI NODI. È l'elemento che determina la
solidità dell'opera. I tappeti annodati a mano comportano diverse centinaia di migliaia
di nodi al metro quadrato e in certi esemplari fino a un milione.
LA VARIETÀ, LA RICCHEZZA, L'ARMONIA DELLA DECORAZIONE E DEI
COLORI. Gli amatori sembrano preferire i toni pastello, comunque in questo campo le
mode sono assai variabili nel tempo e sono quelle che dettano legge nel mercato.
Ad ogni modo, di fronte ad una distribuzione che si va facendo
sempre più variata occorre sempre tenere presente una regola d'oro quando si decide di
acquistare un tappeto orientale: mai comprare un tappeto anonimo da un mercante
sconosciuto.

Oggi chi intende comprare un tappeto, nella maggior parte dei casi,
ricerca quel tappeto di villaggio dove l'annodatore esprime nella tessitura la propria
cultura, mentre è in netta diminuzione l'interesse verso quei prodotti delle grosse
manifatture che si dedicano a prodotti assolutamente commerciali.
Di conseguenza, sul piano strettamente decorativo, il mercato è decisamente orientato
verso quei tappeti dal disegno geometrico o fortemente stilizzato.
Va segnalata anche una nuova tendenza verso il tappeto puramente decorativo: si
tratta di nuove manifatture che creano tappeti ispirati a disegni antichi leggermente
modificati, utilizzando per lo più i coloranti naturali e la lana migliore, che spesso
viene addirittura ritorta a mano. Il risultato di tutto questo lavoro è un tappeto che al
grande effetto estetico unisce un notevole valore sul piano della qualità.

 |
 |
Meta turistica ormai popolare, la Turchia è il paese ove esiste
la maggiore scelta di tappeti, sia per la qualità che per il prezzo. Istanbul, in
particolare, è diventata un grosso mercato, dove arrivano tappeti da tutta la Turchia e
dal Caucaso. Si tratta però di un mercato non specializzato, rivolto soprattutto al
turismo, in cui spesso ci si trova di fronte a degli autentici... fondi di magazzino!
Non cadete nell'errore abbastanza comune di credere che un tappeto
acquistato nel suo paese d'origine sia certamente di qualità e meno caro che in
Occidente. Un tappeto acquistato in un bazar orientale può essere un bidone o, se
di qualità, costoso esattamente come in un negozio di Milano o Londra; talvolta anche di
più.
Ricordate che si compra bene dove sappiamo cosa compriamo e che, nella maggior parte dei
casi, si compra meglio un tappeto proprio... in Italia! È tutta una questione di fiducia:
la cosa fondamentale nell'acquisto di un tappeto è la qualità, e quindi occorre
rivolgersi a delle persone delle quali, per la loro reputazione, ci si può fidare.
Se, ad ogni modo, decidete di comprare un tappeto durante un viaggio, è bene che
osserviate qualche elementare cautela.
Diffidate sempre delle spese supplementari e dei regolamenti sugli acquisti
personali. Queste spese comprendono l'imballaggio, la manutenzione e la spedizione, oltre
alle tasse di importazione ed esportazione. Tutte queste spese supplementari si aggiungono
al prezzo di acquisto, per cui il costo globale può alla fine essere notevolmente più
alto di quello che avevate calcolato inizialmente.
In Occidente le gallerie specializzate nella vendita di tappeti costituiscono un ottimo
indirizzo per l'acquisto sicuro: infatti esse dispongono in genere di un personale
competente, vi offrono tutto il tempo necessario per effettuare la giusta scelta e,
spesso, vi offrono la possibilità di portare il tappeto a casa vostra a titolo di
prova, in modo da esaminarlo nel vostro ambiente.
Il settore tappeti dei grandi magazzini propone dei pezzi che talvolta sembrano meno cari
di quelli che potete trovare nei negozi specializzati, ma la scelta in genere non è
amplissima e avete poche possibilità di trovarvi dei tappeti di qualità.
L'acquisto di un tappeto nelle vendite all'asta richiede una certa
conoscenza dei meccanismi di questo particolare tipo di vendite, per cui è bene
confrontare i prezzi dei tappeti messi all'asta con quelli proposti dai mercanti e
accertarsi se vi sono delle spese supplementari al prezzo di aggiudicazione. Va
anche detto che i cataloghi di vendita di alcune case d'asta rendono possibile, attraverso
i prezzi di stima e la pubblicazione dei risultati (che spesso sono rappresentativi
dell'intero mercato), seguire le attuali tendenze dei prezzi.
Infine, ricordate che un pezzo acquistato in un'asta non potrà essere cambiato se
vi accorgete che l'acquisto non si adatta alle vostre esigenze, o se non corrisponde
all'attribuzione stessa dell'oggetto.
Per soddisfare la domanda crescente di tappeti, negli ultimi anni si sono moltiplicati i
punti di vendita: ai tradizionali negozi, ai grandi magazzini, e alle vendite all'asta si
è venuto ad affiancare un numero incredibile di televendite, cioèdi quelle vendite
tramite televisione che, soddisfatti o rimborsati a parte, concedono poco o nulla al
vostro legittimo diritto di controllare ciò che state acquistando.
Nel caso di un acquisto tramite teleimbonitore le normali cautele che ogni
acquirente di tappeti deve avere vanno moltiplicate per mille: se proprio volete,
accettate solo quelle offerte che vi consentono la restituzione delle merce che non vi
soddisfa. Restituzione, naturalmente, senza alcuna spesa, a qualsiasi titolo, da parte
vostra.

 |
 |
Tra i trucchi più frequenti per far sembrare più antico un
tappeto vi è quello di cambiare le cifre della data, riannodandola in modo da rendere il
tappeto più antico di qualche decennio: per scoprire il trucco bisogna esaminare i nodi
della data molto attentamente e confrontarli con quelli della zona circostante.
Per invecchiare rapidamente un tappeto che non lo è si ricorre al semplice
mezzuccio di stendere il tappeto per terra e farvi passare sopra degli animali, lasciarlo
scolorire leggermente dal sole, attendere pazientemente che la polvere faccia il suo
mestiere. Nelle città basta lasciarlo qualche tempo vicino ad una strada principale
perchè il traffico intenso di auto, camion e bus provveda ad un rapido invecchiamento.
Dopo un bel lavaggio, il tappeto viene offerto all'incauto acquirente ad un prezzo... da
furto.
Come difendersi da queste falsificazioni? Bisogna dire che raramente
questi trucchi riescono ad essere talmente perfetti da ingannare un attento osservatore:
basta esaminare il tappeto in vari punti ed osservare la base dei nodi, che difficilmente
può essere modificata nel modo sopra detto. Comunque si consiglia di diffidare sempre di
quei tappeti che presentano parti che appaiono più sbiadite di altre.
Molto più difficile è riconoscere il falso tappeto che è stato invecchiato e sbiadito
attraverso un lavaggio chimico: con questo sistema infatti si ottiene la stessa perdita di
lucentezza, resistenza e flessibilità delle fibre che avviene con il trascorrere del
tempo. Tuttavia questo trattamento indebolisce notevolmente il pelo che, al tatto,
apparirà molto secco, come se fosse finto.
Una pratica abbastanza diffusa è anche quella di nascondere, senza ricorrere ad un
vero restauro (ritenuto troppo costoso), qualche difetto causato dal tempo e dall'usura,
ma è abbastanza facile accorgersene. Un occhio che non abbia troppa fretta può notare
dal rovescio del tappeto le riparazioni rese necessarie da un buco o uno strappo; sempre
un attento esame del rovescio ci rivela qualche zona riannodata per rinfoltire il pelo
dove era eccessivamente consumato.
Un altro trucco è quello di pitturare il tappeto nei punti dove l'usura del pelo
ha raggiunto il suo massimo, portando alla luce la trama
e l'ordito. Osservando il rovescio del tappeto, o passando il vello con un panno chiaro
leggermente umido, ve ne accorgerete immediatamente.
Nemmeno un certificato di garanzia, magari accompagnato da una dichiarazione doganale, può
renderci sicuri che la provenienza del tappeto sia autentica. Anche qui potrebbe
esserci il trucco. Abbastanza diffuso è il sistema di inviare in Oriente dei tappeti
annodati meccanicamente a delle ditte consociate, dove vengono prima immagazzinati, quindi
reimportati con il loro bel certificato di garanzia, ovviamente nella lingua del luogo, e
i bolli dei diritti doganali. Anche se la cosa può apparire complicata, i truffatori
realizzano ugualmente un notevole guadagno, poichè la differenza di prezzo fra un
autentico tappeto annodato a mano e un falso meccanico è molto elevata. Il certificato va
rilasciato sul retro di una fotografia dello stesso timbrata dal rivenditore.
Le macchine per la tessitura dei tappeti d'altra parte erano già presenti verso la metà
del '700; nel 1805 Jacquard inventò un telaio meccanico che rese il lavoro molto più
semplice e quindi il suo uso diventò piuttosto frequente.
Se avete qualche dubbio, richiedete al venditore un certificato, debitamente firmato, non
solo della provenienza dello stesso, ma che dichiari anche che il tappeto sia interamente
annodato a mano.
Con il grande interesse che si è venuto a creare in questi anni attorno ai tappeti, essi
sono diventati un grosso affare e molte zone diverse da quelle tradizionali sono
diventate centri di produzione con articoli di imitazione non sempre di buona qualità.
Pakistan, Bangladesh, Bulgaria, Romania ed i paesi del Maghreb sono oggi grossi produttori
di tappeti annodati che invadono coi loro prodotti di bassa qualità i mercati
occidentali.
I tappeti di imitazione sono presenti in gran numero sul mercato europeo e statunitense.
Va detto, comunque, che è sempre meglio possedere una buona imitazione che un brutto
tappeto originale.

 |
 |
Molto importante è la distinzione dei materiali con i quali sono fatti
i tappeti, materiali che sono essenzialmente la lana, il cotone e la seta.
Riconoscerli è abbastanza facile, semplicemente toccandoli: la lana è calda e pelosa, il
cotone freddo e asciutto, la seta fine, liscia e scorrevole.
Se si hanno dei dubbi, si può ricorrere ad uno stratagemma piuttosto semplice, la
cosiddetta prova del fuoco: basta bruciare una piccola parte della fibra che al
fuoco reagisce in modo diverso a seconda della sua natura: la lana brucia lentamente
scoppiettando e si fonde in un unico blocco che emana un odore simile a quello dei capelli
bruciati; il cotone ha l'odore del legno bruciato o della carta e forma una cenere
bianco-grigia che si dissolve facilmente; la seta non brucia a fiamma viva, ma si spegne
lentamente formando una cenere chiara o marroncina che ha un odore simile a quello della
lana; la seta sintetica, poi, si distingue per l'odore pungente e acido.

 |
 |
Se volete vendere il vostro tappeto indirizzatevi sempre a un mercante
o a un negozio specializzato di fiducia. Tenete presente che vi possono essere differenze
di prezzo anche notevoli tra un paese e l'altro, così come nella vendita in uno stesso
negozio da un anno all'altro.
La vendita attraverso le case d'asta possono risultare talvolta imprevedibili,
anche se con questo mezzo potete avere la speranza di spuntare il miglior prezzo
possibile, più alto di quello che potreste ottenere in un negozio specializzato dove la
somma che riceverete potrebbe essere alquanto inferiore al prezzo di vendita finale.
|
|